La festa di Sant’Antuono a Macerata Campania – Prove musicali delle battuglie – I ritmi

Nei giorni che precedono il 17 gennaio, tutte le battuglie che prenderanno parte alla festa di Sant’Antuono provano in giorni, orari, spazi e luoghi (soprattutto nei cortili a corte, che ancora oggi vengono utilizzati per i lavori agricoli). Le prove ufficiali iniziano il giorno 8 dicembre e terminano solitamente il giorno 6 gennaio. Si prova nel week-end oltre a qualche prova infrasettimanale serale.

La tradizione musicale delle battuglie di pastellessa è fondata su tre modelli ritmico-musicali, ereditati dal passato contadino e, nel corso del tempo, rimodulati e arrangiati per accompagnare le nuove esigenze musicali e comunicative della festa. Il primo, anticipato dalla sospensione del ruglio (o rullo o strenta) che segna soprattutto l’arrivo nei luoghi centrali delle esecuzioni musicali evocando un disordine sonoro regolato attraverso il ritmo lento o veloce del rullio degli strumenti, è “’a Sant’Antuono”, il più eseguito. Il secondo modello è “a pastellessa” o “musica dei morti”, una sorta di marcia funebre che vede raramente intervenire la falce. Il terzo, infine, è la “tarantella”, un ritmo più veloce per accompagnare soprattutto le esecuzioni canore. A segnare i passaggi da un modello all’altro è il movimento “’e tre” (De Simone – Rossi 1977). Accanto a specifici ritmi è presente un repertorio canoro definito anno per anno che, al contempo, mantiene dei punti fissi. Le canzoni, ereditate dai repertori della musica di tradizione orale del territorio, riguardano soprattutto i canti di lavoro, scherno, d’amore, accanto alla rivalsa cantata contro il padrone (“Sole e sole”, “Oje tiritò”) si alternano versi in cui esaltare la bellezza femminile (“Nenna né” o “Sei sorelle”, canto militare in italiano) o, ancora, descrivere la magnificenza della festa (“’A festa ‘e Sant’Antuono”).

  • Data del rilevamento: 2020/02/02
  • Progetto di riferimento: La festa di Sant’Antuono a Macerata Campania tra tradizione e reintepretazione (cofinanziato dalla Regione Campania e dall’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”)
  • Responsabile Scientifico del progetto: prof. Claudia Santi (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”)
  • Responsabile rilevamento sul campo: dott. Matteo Enia

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